Sicilia Ferita

Forza Sicilia

La terra ha tremato sotto il peso dell’acqua, e il mare ha ruggito come mai prima d’ora. Tra la frana di Niscemi, che ha ferito il cuore dell’entroterra, e la violenza del ciclone Harry che ha sferzato il litorale, la Sicilia si ritrova ancora una volta a fare i conti con la propria fragilità. Ma, tra il fango e i detriti, emerge un’unica, incrollabile certezza:
la forza dei siciliani.
Una Solidarietà che non Conosce Confini
è scattata quella “rete invisibile” che solo questa isola sa tessere.
I vicini di casa: Pronti con le pale in mano prima ancora dell’alba.
Le associazioni locali: Che hanno trasformato palestre in dormitori in poche ore.
I giovani: Molti dei quali, spesso accusati di apatia, si sono sporcati di fango per liberare le strade di dei comuni colpiti dal ciclone.
È una solidarietà fatta di gesti concreti, di pane condiviso e di mani che si stringono nel buio. Una dignità che commuove, ma che nasconde un retrogusto amaro.

Vogliamo Sicurezza, non solo Pacche sulle Spalle

Ed è qui che il cuore si stringe, ma la voce deve farsi alta. Siamo stanchi di essere definiti “eroi della resilienza”. La resilienza è una virtù, certo, ma sta diventando l’alibi perfetto per chi dovrebbe gestire il territorio e non lo fa.
“La Sicilia non chiede solo assistenza post-disastro; la Sicilia pretende prevenzione.”
Non possiamo più accettare che ogni pioggia più intensa diventi una tragedia annunciata. Il dissesto idrogeologico non è una maledizione divina, è il risultato di decenni di incuria, di abusivismo mai sanato davvero e di fondi per la messa in sicurezza che si perdono nei meandri della burocrazia.
Vogliamo:
Piani di assetto idrogeologico aggiornati e realmente attuati.
Manutenzione costante degli alvei dei fiumi e dei versanti collinari.
Infrastrutture resilienti sul litorale per proteggerci dai “Medicane” (cicloni mediterranei) sempre più frequenti.

Ricostruire dalle Radici
L’immagine di quella famiglia che osserva l’orizzonte, di spalle ma con la schiena dritta, è il simbolo di tutti noi. C’è dolore, sì, ma non c’è sconfitta.
La luce che rompe le nubi dopo il ciclone Harry è la speranza che questa volta le promesse di ricostruzione non restino solo parole al vento.
La Sicilia è una terra che sa rinascere, ma merita di poterlo fare senza dover ogni volta piangere i propri figli o vedere i sacrifici di una vita spazzati via dal fango.
Perché essere forti è un vanto, ma essere sicuri è un diritto.